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♠ ON STAYPUNK.IT ♠

[...]Giro lato e le cose migliorano, i Dead Swamp from Massa Carrara suonano insieme da poco più di un anno e questa è la loro prima uscita, viaggiano sugli stessi binari dei loro compagni di split ma risultano più energici, più incendiari ed in particolare con The Game riescono a dare una bella scossa. Sono curioso di vederli sulla lunga distanza.
LINK: www.staypunk.it

♠ ON RUMORE MAGAZINE ♠

♠ Dead Swamp/King Mastino – The game/Rock for sailors split 7'' (Surfin' Ki Records, Pantano Records, 2010) by Simone ♠

[...]I Dead Swamp di Massa Carrara, che inglobano nella line-up ex membri di Peawees, Radio Zero e Starfuckers, producono sostanzialmente un punk-rock energico, pesantemente influenzato dal rock'n'roll scandinavo. Hanno alle spalle live con D.O.A., Bloody Hollies e Funeral Dress, ed è abbastanza ovvio che sanno già dall'incipit dove mettere mano.[...] Per quanto mi riguarda, assolutamente consigliato a tutti voi che quando comprate un disco e lo situate sul piatto volete rock'n'roll che vi faccia scuotere il culo anziché concetti, sperimentazioni e proclami. Ideale con un sestetto d'alcool.
LINK: http://www.lamette.it/index.php

♠ Paludi morte e mastini regali di Andrea Valentini Dead Swamp/King Mastino – split 7'' (Surfin'Ki/Pantano, 2010) ♠

Ecco un bel 7'' (ovviamente in vinile) diviso fraternamente tra due gruppi dello Stivale (rispettivamente provenienti da Massa e La Spezia).... Iniziamo dai Dead Swamp, che menano ceffoni a suon di guitar punk che puzza un po' di California, un po' di Ohio (Cleveland, signori, Cleveland) e vagamente – ma solo per via della storia più recente e di un paio di assoli marcatamente hard – di nord Europa. Bei riff rock ignoranti, melodie ben distinguibili, registrazione scura e zozza che esalta il livore… due pezzi soli e si resta con la voglia di sentire altro. Sbrigatevi a cacciar fuori un album intero. Su vinile se potete. Grazie. I King Mastino, da parte loro, non si fanno certo mettere i piedi in testa dai colleghi Dead Swamp e puntano dritto al collo con due canzoni di garage rock virato in protopunk anni Settanta (MC5, Deviants)… riff killer e minimali, anima rock'n'roll, veleno e voglia di spaccare culi. Tutto ciò a dispetto di un riffettino quasi in stile Dischord che apre il primo pezzo: un giro vagamente fuorviante ma gustoso, visto che poi il massacro si scatena. PS: in entrambe le band suonano veterani della scena italiana, ma non vi dirò chi, visto che il disco lo dovete comprare (fatelo, cazzo) per quello che è, non per chi ci suona dentro. Fidatevi.
LINK: www.blackmilkmag.com

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